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LA CUCINA AQUILANA NEL ROMANZO "LA MISSIONE DI CELESTINO" <<Signor sovrintendente dei miei calzini, perche' senno' offendo i miei mocassini, sarebbe opportuno che lei abbassasse la voce, visto che siamo in un bar dove le orecchie sono buone come l'orzo, "orzo cream" mi hanno detto che si chiama, che ho appena assaporato. Che le piaccia o no, io sono l'inviato dell'Osservatore Romano. Chiuso il discorso>>. Era in citta' ormai da piu' di un mese. Mai una pausa. Mai tradito da un'emozione (una moglie, un figlio, una donna, una madre) anche se, a sera, aveva avuto il tempo di familiarizzare con gli "antipasti De Contreras" (lo colpi' subito quel nome che, come scopri' domandandolo all'oste della trattoria preferita, era stato inventato in onore di un altro capitano di ventura, uno spagnolo), le puntarelle e alici, la zampanella, gli gnocchi allo zafferano, la minestra di farro, gli strozzapreti alla contadina e, soprattutto, con una genziana tanto amara per la lingua quanto dal piacevole effetto digestivo una volta precipitata nello stomaco. Al mattino, almeno un "orzo cream", a intervallare i due caffe' canonici. Cui s'aggiungevano, nel primo e nel tardo pomeriggio, almeno due moca autoprodotte dalle segretarie dell'Ufficio di Gabinetto del sindaco. Di genziana ne ando' via il solito mezzo litro e oltre; ma, almeno stavolta, in due. Tutto il tempo della cena, su un tavolo alla fratina proprio fuori la porta della trattoria ai piedi della scalinata della basilica di San Bernardino, parlarono soltanto di quella targa, di San Jose'maria Escriva', dell'Opus Dei. Senza giungere, pero', ad alcuna conclusione. Infine, si lasciarono senza scambiarsi la buonanotte: per entrambi sarebbe stata una nottata di pensieri e riflessioni, a meno di cinque giorni dalla "fine del mondo". <<Stavolta il pranzo glielo offro io. Qui vicino c'e' un'ottima trattoria dove si mangiano le miglior scaloppine e la miglior "cicoria e patate" del mondo. Nel frattempo le spiego>>. <<Ha visto qualche ombra sullo schermo bianco? Suvvia, non mi faccia stare sulle spine. Parli! Sono appena le 23: la notte e' lunga e ci vorra' tempo per digerire "strozzapreti alla contadina" e "agnello scottadito". Nemmeno la mia trattoria preferita e' mutata di una virgola nonostante il cambio di gestione: immota manet. Evidentemente non le abbiamo portato fortuna...>>. <<Questa carne alla brace e' squisita!>>. <<Cosa fanno quelle persone li' sotto, nella valle? Vanno per funghi?>>. Rimasti a secco di "messaggi", il sovrintendente decise di fare una lunga passeggiata <<per schiarirsi le idee>>, approfittando della bella giornata. Acquistati, in un piccolo alimentari del centro, due pezzi di focaccia all'olio, per metterci in mezzo prosciutto crudo e fichi, e una bottiglia di ottimo Montepulciano abruzzese, il sovrintendente decise che sulla collina di Roio avrebbero ragionato meglio. <<Venga, le faccio provare il caffe' al torrone, tipico di questo bar della piazza Grande. Vedra', e' meglio di quell'orzo cream che tanto le piace! Nel frattempo le spiego>>. Per approfondimenti e maggiori informazioni: |
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