Cucina da cani... Maccheroni alla chitarra... fettuccine ai funghi... uova e peperoni fritti... ghiotta di alici e patate! Vi e' venuta un po' di acquolina in bocca? Bene, allora vuol dire che sapete apprezzare i piatti della tradizione gastronomica regionale e soprattutto che siete piu' "slow" che "fast" nelle vostre performance culinarie. Siete pronti, anche, a leggere queste pagine scritte da chi non ha la pretesa di insegnare niente a nessuno, ma solo di tentare di trasferire quelle che sono le sue scarse conoscenze in un settore (quale quello della cucina) dove non esistono certezze, ma solo opinioni e gusti... personali (anzi: personalissimi!). Qualche esempio: per me la carne, dopo la cottura, deve restare "rossa" o, almeno, "rosa"; la pasta deve essere molto al dente; rane e lumache sono "immangiabili"; il tartufo - se non e' bianco ed "eccezionale" - guasta ogni piatto; la panna e' buona solo montata e sul gelato; lo zafferano serve per colorare la lana! Ci sono insigni gastronomi, invece, pronti a sconfessarmi e a intavolare dotte e convincenti dissertazioni che confutano queste opinioni: e hanno ragione anche loro! Nella certezza, quindi, che non ci sono "certezze" e che "non e' buono cio' che e' buono, ma e' buono cio' che piace", ho iniziato - qualche anno fa - a raccogliere alcune ricette e a rielaborarle secondo i miei gusti personali e quelli delle mie cavie. I risultati sono stati, a seconda dei punti di vista, soddisfacenti: il mio peso forma e' aumentato di qualche kilo; conoscenti e parenti vengono sempre piu' spesso a trovarmi; amici comprensivi mi "invitano" a casa loro a dare sfogo alla mia passione (a condizione che faccia la spesa e che rimetta, dopo, tutto in ordine). Avevo un cane alcuni decenni fa: si chiamava Full. I miei genitori mi consentirono di tenerlo a patto che me ne occupassi personalmente e direttamente. Bene! Iniziai a curarlo e a preparagli da mangiare. Fu il mio primo approccio con i fornelli: prima di allora avevo avuto la fortuna di trascorrere molto tempo della mia infanzia in compagnia di due indimenticabili, dolcissime, persone: nonna Demetria e nonna Checchina. E' guardando loro che ho appreso il rispetto per le "cose buone", l'amore per la famiglia, la cura per la cucina intesa come pretesto per riunire i propri cari e gli amici intorno alla tavola: anche questa sempre ben curata e imbandita. Indipendentemente da cio' che c'era nei piatti che, comunque, contenevano sempre tre ingredienti fondamentali: cose buone, tempo nelle preparazioni e ... tanto, tanto amore! Qualunque cosa si desideri preparare in cucina, e' necessario farlo utilizzando questi tre ingredienti, indipendentemente se si sta friggendo un uovo al tegamino o se si sta sigillando un filetto in crosta. Dimenticate la fretta o, come dicono alcuni che conoscono le lingue, il "fast food"! Bene! Dall'alto di questo curriculum, vi prometto che, se seguirete con pazienza e con attenzione lo scorrere di queste serate, avrete la certezza di realizzare alcuni dei piatti che prepareremo insieme, con risultati che, fin dall'inizio, vi sorprenderanno (e non solo voi). Nel corso di queste serate, oltre ad assaggiare alcuni piatti tipici della cucina regionale e nazionale che attraversano tutta l'Italia (patria, a mio parere, della migliore cucina del mondo) avremo anche l'opportunita' di conoscere il pensiero di illustri ospiti che ci aiuteranno ad inquadrare l'arte di "fare da mangiare" nel contesto storico, scientifico, artistico, nutrizionale, sanitario. Gli incontri saranno arricchiti, anche, da contributi che sveleranno piccoli e grandi segreti del mestiere, come le tecniche di cottura, la scelta degli ingredienti, l'uso dei condimenti e delle spezie, le attrezzature da cucina... E' utile ricordare che, in abbinamento ad ogni piatto, non dovra' mai mancare il protagonista della buona tavola: il vino. All'utilizzo del vino in cucina per la preparazione delle varie ricette e all'accostamento ai vari piatti, e' dedicata molta attenzione: da questi incontri potrete trarre utili consigli per proporre corretti accostamenti con i cibi. Uno voglio darvelo subito: fate accompagnare ogni piatto dal vino prodotto nella terra che ha generato le materie prime che state utilizzando, oppure dal vino prodotto dalla terra dove e' nato il piatto che state preparando. Tenete presenti questi principi e sarete sicuri di non sbagliare. E ora, entriamo in cucina! Muoviamoci con cautela, perche' cucinare e' una di quelle cose che per essere davvero divertenti vanno affrontate ... seriamente. Prima di tutto facciamo il check dell'attrezzatura: cucina a 4 fuochi, forno elettrico convenzionale, pentola-bollitore ("pila"), padelle e tegami antiaderenti, un tegame di rame non stagnato con manico, testi da forno, forme per dolci in silicone, varie boulle di vetro o di acciaio, un tagliere di teflon grande, un coltello da cucina ("spada"), un coltello per disossare, forbici da cucina, una mannaia, un affilatoio, un colino, una schiumarola, un mestolo, una paletta, una pinza, cucchiai di acciaio di varie misure, cucchiai di legno, un forchettone, una frusta per montare (meglio se elettrica), un frullatore, un matterello, una grattugia, un colapasta ("mandolino"), torcioni bianchi ("canovacci"), carta da cucina, un bicchiere graduato, una bilancia.
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